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L’ernia diaframmatica

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L’ernia diaframmatica


Manuel Felici  Autore: Manuel Felici, Medico Veterinario in Roma
Specialista in patologia e clinica degli animali d’affezione, perfezionato in cardiologia dei piccoli animali


Il diaframma è un setto muscolo-aponeurotico a forma di cupola che separa il torace dall’addome. Presenta due pilastri che si uniscono ventralmente, una banda carnosa periferica e tre iati (aperture): aortico, esofageo e quello per la vena cava caudale.

L’ernia diaframmatica è una dislocazione congenita o acquisita di organi nella cavità toracica attraverso una lacerazione del diaframma. È definita come “ernia falsa” in quanto i visceri erniati sono sprovvisti del sacco erniario e si trovano dislocati nella cavità pleurica (ernia diaframmatico-pleurica) o nel pericardio (ernia diaframmatico-pericardica).

La forma acquisita è tipicamente conseguenza di un forte trauma che l’animale ha subito; ad esempio può verificarsi al momento di una caduta dall’alto per la differenza pressoria tra addome e torace (gatto che accidentalmente cade da un terrazzo) o anche a distanza di giorni dall’evento traumatico per un progressivo aumento della soluzione di continuo (ferita) sul diaframma.

Alla visita clinica l’animale, quando l’ernia è acquisita e recente, presenta segni di stress respiratorio (es. respiro a bocca aperta, collo esteso come in fame d’aria, evidente contrazione della muscolatura addominale per compiere il movimento respiratorio del torace, etc.) e, in relazione alla quantità di organi erniati in torace, una diminuzione del volume dell’addome (“vita a vespa”).

Quando invece l’ernia è congenita, spesso i segni clinici non sono così evidenti per una serie di meccanismi compensatori che l’animale ha messo in atto durante la sua vita.

Per la diagnosi certa di ernia diaframmatica si rende imperativo l’ausilio della diagnostica per immagini: radiografie eventualmente anche previa somministrazione del mezzo di contrasto ed esame ecografico. Queste tecniche permetteranno appunto di identificare l’anomala dislocazione in torace di organi che invece devono essere all’interno dell’addome.

Il trattamento dell’ernia diaframmatica è di tipo chirurgico: dopo apertura del torace o dell’addome, il chirurgo dovrà valutare lo stato degli organi dislocati, manualmente riposizionarli nella loro corretta sede e chiudere l’apertura presente sul diaframma. Durante tutta la chirurgia l’aspetto anestesiologico è altrettanto fondamentale, non solo perché l’animale avrà ridotte capacità respiratorie, ma anche perché la respirazione avverrà con una ventilazione manuale. Correlata alla gravità e all’insorgenza dell’ernia diaframmatica sarà la prognosi post chirurgica e il rischio di edema polmonare per rinnovata espansione.


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