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Parto cesareo:
quando è necessario?

autori:

Marianna Filareto, Medico Veterinario in Roma
Specializzanda in Malattie infettive, profilassi e polizia veterinaria

Domenico Tomei, Medico Veterinario in Roma
Chirurgia generale e Chirurgia oncologica


Il parto è un un processo naturale che la maggior parte dei nostri amici a quattro zampe riesce ad affrontare anche da sola; tuttavia, esso rappresenta un fattore molto stressante, sia per la futura mamma che per il proprietario, e in alcuni casi possono esserci complicazioni che richiedono la presenza del veterinario.

Come ci accorgiamo che la cagna si prepara al parto?

Il cane ha un periodo di gestazione di circa 63 giorni, ma può variare in base alla data di effettiva ovulazione, per questo convenzionalmente la durata della gravidanza è prevista tra i 58 e i 67 giorni dal momento dell’accoppiamento. La diagnosi ecografica di gravidanza è possibile a partire dal 21° giorno.

Il primo segnale del parto è puramente fisiologico e consiste in un abbassamento della temperatura corporea dai 38°-39° ai 37,5°, che si verifica tra le 18 e le 24 ore prima. Questo abbassamento è legato alla caduta del tasso di progesterone ematico, condizione essenziale perché s’inneschi il parto. A questa fase segue il rilassamento della cervice e l’inizio delle contrazioni uterine, che può durare dalle 6 alle 12 ore (nelle cagne al primo parto anche di più). In questa fase la cagna è nervosa, rifiuta il cibo, cerca di scavare in un luogo tranquillo scelto per partorire, nell’intento di ricavarsi una cuccia. Segue, quindi, la fuoriuscita di una sacca piena di liquido, il sacco allantoideo, e inizia il vero e proprio parto con l’espulsione dei feti; questa fase dura dalle 3 alle 6 ore e, in casi eccezionali, anche 24 ore. I cuccioli espulsi sono racchiusi in un singolo sacco amniotico che generalmente viene rotto dalla madre; se questo non dovesse avvenire, bisogna procedere manualmente alla rottura, avendo cura di pulire bene gli occhi e la bocca del cucciolo.

Quali possono essere le complicazioni?

Le complicazioni maggiori sono legate alla taglia, alla razza o a particolari situazioni legate alla madre o allo sviluppo anomalo dei feti. Le razze predisposte sono soprattutto il Boston Terrier e i Bulldog Francese e Inglese, in quanto, trattandosi di razze brachicefale, ovvero razze che hanno la testa di dimensioni notevolmente superiori al resto del corpo, i cuccioli fanno difficoltà a passare attraverso il canale del parto. Altre razze a rischio sono Mastini, Scottish terrier, Bull terrier nano, Pointer tedesco a pelo ruvido, Clumber spaniel.

Altri fattori di rischio sono rappresentati dal numero dei feti (meno di 3 e più di 8) e dall’essere cagne nullipare, ossia che non hanno mai partorito, con più di 6 anni d’età. In entrambi i casi ci si può trovare di fronte a: anamnesi di inerzia uterina (mancanza di contrazioni), anomalie anatomiche vestibolo-vaginali, malposizionamento/malpresentazione fetale, disordini metabolici in tarda gestazione (carenza di calcio, soprattutto nelle piccole taglie, ed ipoglicemia) e soprattutto stress fetale.

L’ossigenazione dei feti è garantita da due fattori: uno dipendente dalla frequenza cardiaca dei cuccioli e l’altro, di pertinenza materna, rappresentato dalla pressione ematica. Una valutazione fondamentale a fine gestazione è la misura della frequenza cardiaca fetale. Quest’ultima, in condizioni di normalità si aggira intorno a più di 200 bpm (battiti per minuto). Frequenze cardiache al di sotto dei 200 bpm indicano già una situazione di stress fetale, e al di sotto dei 160 bpm si deve optare per il cesareo d’urgenza.

Quando viene proposto un parto cesareo?

Il parto cesareo deve essere proposto al momento giusto, né troppo presto né troppo tardi, dopo aver identificato accuratamente i fattori di rischio di distocia, ossia di un parto difficile dove la madre non riesce a espellere i feti, cosa che può comportare ipossia (carenza di ossigeno) e morte fetale. I fattori determinanti che ci fanno optare per un taglio cesareo d’urgenza sono:

  • preparazione al parto che si prolunga oltre le quattro ore senza espulsione dei feti;
  • contrazioni molto intense della durata di 20-30 minuti o, al contrario, molto deboli e prolungate per diverse ore, cui non segue l’espulsione dei feti;
  • quando intercorrono più di due ore tra l’espulsione di due feti;
  • presenza di un feto bloccato nel canale del parto, visibile anche solo parzialmente;
  • espulsione di feti morti;
  • scolo verdastro prima dell’inizio del parto, che può essere indice di un precoce distacco della placenta;
  • evidenti segni di malessere da parte della gestante;
  • valori di frequenza cardiaca fetale inferiori a 160 bpm.

In cosa consiste il parto cesareo?

Il taglio cesareo consiste nell’incisione della parete addominale e dell’utero, con estrazione dei feti cui, a discrezione del proprietario, può seguire o meno l’ovaristerectomia (asportazione di utero e ovaie). Vista la compressione esercitata dall’utero gravido sul diaframma, risulta essenziale la pre-ossigenazione del paziente per almeno dieci minuti prima di indurre l’anestesia generale e, quindi, prima di iniziare la chirurgia. Dopo l’estrazione dei cuccioli, è di estrema importanza la rianimazione neonatale: i cuccioli man mano vengono puliti e massaggiati per stimolare la respirazione, il che può richiedere anche mezz’ora. Di estrema importanza è l’utilizzo di un’incubatrice in grado di assicurare ai nuovi nati per tutto il periodo che passerà dalla nascita al ricongiungimento con la neo mamma le giuste condizioni di temperatura. Il ricongiungimento non dovrebbe avvenire finché la cagna non abbia completamente smaltito gli anestetici somministrati per il parto e sempre sotto stretta sorveglianza per le prime 24 ore. È importante assicurarsi che la madre accetti i suoi cuccioli, anche se questo può richiedere anche 48 ore, tempo necessario affinché i suoi ormoni comincino a funzionare regolarmente.


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